Una lente d'ingrandimento, un po' introspettiva, mai banale e piena di metafore creative su...beh su tutto in effetti.
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Nome: Nik Lettieri
Un ragazzo a cui piace scrivere, ma ancora di più parlare quindi ben vengano i contatti di msn! ;)
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La notte porta coniglio…
No, non è un errore di stampa. (eheh…prevedo i vostri pensieri)
È proprio coniglio…in particolare un coniglio bianco…lo si potrebbe chiamare il bianconiglio…magari proprio quello che guida Alice lungo sentieri pericolosi e mondi fantastici…
Un coniglio di cui Alice è stata solo una delle tante vittime…poiché ognuno di noi, o cmq la maggioranza, lo è stato almeno una volta, ma più probabilmente ben più d’una…
Perché sono sicuro che vi è capitata una di quelle notti, o magari sere… magari addirittura vespri e tardi pomeriggi se il coniglio quel giorno era in anticipo al posto che in ritardo (colpa del suo orologio bislacco)…
Insomma dicevo quelle sere in cui chiacchierando con una persona…in particolare una che v’interessa sotto un determinato punto di vista che tutti sappiamo quale senza nominarlo nemmeno…(e vabbeh nominiamolo, perché sia un blog a prova di idiota: l’amore)
E dicevo siete li con quella persona e ad un tratto il discorso prende una piega strana, una piega tortuosa…una di quelle pieghe che per quanto cercherete di ricrearla artificialmente non ci riuscirete mai…
Perché quelle pieghe sono quelle che fanno andare sui discorsi compromettenti, su strade scivolose come le parole che vengono usate. E a volte capita di cogliere avvisaglie di tempesta da sfumature del linguaggio, da parole indagatorie usate con noncuranza dall’avversario…
Poiché in effetti è più una battaglia verbale che una chiacchierata…per qualche strano fenomeno ci trasformiamo tutti in 007, con licenza di uccidere e di far esplodere…di gioia.
Attingiamo a piene mani dal potere delle parole.. quelle dette ma ancora di più quelle non dette.
Proprio come magia bianca e nera..il cattivo sembra sempre più potente (quelle non dette) ma alla fine se il buono riesce nell’impresa di liberare e incanalare tutto il suo potere (delle parole dette, e dette in faccia) allora e solo allora sconfiggerà il suo nemico definitivamente.
In queste notti si dicono cose che alla luce del giorno inspiegabilmente non si era trovato (forse perché non c’era niente da trovare in quella luce del giorno) il coraggio o più in generale il modo di dire… e ci si ritrova magari il giorno dopo a convivere con una strana sensazione… un misto di ansietà e di imbarazzo… perché non siamo più inebriati dal potere della notte, quasi non fossimo più nemmeno le stesse persone che hanno detto quelle cose…ma cmq felici di aver avuto quello scambio di pensieri sottoforma di parole, ma anche di enigmi non dimentichiamolo.
Ebbene quelle sere, quei vespri sono una delle poche cose per le quali vale la pena maledire il mondo intero quando ci mordiamo la lingua magari masticando, perché perdere il potere delle parole ci riporta con un gran tonfo nella mediocre dimensione umana e mortale, nella quale non siamo capaci di chiedere un caffè ad una avvenente cameriera senza incespicarci in quelle stesse parole che alla luce del giorno non ci ubbidiscono più…
…o almeno non come nelle notti del coniglio.