Una lente d'ingrandimento, un po' introspettiva, mai banale e piena di metafore creative su...beh su tutto in effetti.

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Utente: nik24nik
Nome: Nik Lettieri
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mercoledì, 13 dicembre 2006
Una classe di cerebrolesi

Una classe di cerebrolesi

- theatre of the absurd -

 

Personaggi:

-         La Belle Dame sans çervel ( si commenta da solo…)

-         Alicio (nel paese delle meraviglie, quando ti montano il cervello al contrario)

-         L’intermediario

-         Il ripetitore

-         Io

 

Una classe con pochi studenti

Quattro poveri cristi condannati a morte per sottoposizione ad una forza F e un campo magnetico B che non sanno calcolare.

Io parlando col ripetitore si rende conto di deficitare degli appunti di italiano

Si gira fiducioso verso la Belle Dame sans çervel, seduta qualche fila dietro di lui e glieli chiede.

Lui: mi presti gli appunti dell’ultima lezione di italiano per favore?

Lei: sguardo vacuo

Ripetitore: (con tono scandito e impaziente) gli appunti di ieri di i-t-a-l-i-a-n-o.

Lei: sguardo smarrito (ma con chi dei due parlo??). tira fuori il quaderno, lo scruta, guarda i due,    apre il quaderno gira un po’ di pagine…poi un altro paio…

rivolta a Io comincia un monologo  sillabato e labbiale che la rende degna di mangiare un duplo ma, non emettendo alcun suono rende incomprensibile la risposta.

Lui: sguardo interrogativo

Lei: ricomincia il monologo, se possibile ancora più lungo del precedente condito con ampi gesti

Lui: non capisco!

Ripetitore: non si capisce nulla!

Lui: aspetta!

Prende un foglietto di carta, scritto sul retro in matita e bianco sul davanti. Ne stacca un pezzo e dal lato bianco ci scrive un'unica semplice chiara frase in biro nera: “non ho capito cosa hai detto”

Si gira verso l’intermediario e gli porge il fogliettino accuratamente piegato in due

“Passalo alla Belle Dame”

Intermediario: lo osserva brevemente, lo appallottola ben bene e lo lancia alla Dama. (tiro da tre punti in sospensione, a  buon fine)

Lei: Afferra la pallina di carta atterrata sul suo banco, la apre. La osserva da entrambi i lati, girandola per capire cosa siano le scritte in matita oltretutto tagliate e incomplete.

Lui: con ampi gesti “giralo!”

Lei: lo gira dalla parte sbagliata

Lui: con le mani simula la rotazione

Lei: ne esegue una diversa

Lui: “ oh la roba in penna!”

Ripetitore: “cazzo c’è una sola frase!” (ormai visibilmente spazientito)

Lei: finalmente trova la frase, la legge….e alzato lo sqguardo verso Io tenta una nuova conversazione labbiale senza emissione di suoni.

Ripetitore: si butta sul banco allibito e sconfortato

Lui: espressione facciale eloquente, fa il gesto di scrivere.

Lei: capisce e scrive poche parole. Appallottola il foglio.

Lui: pensa “forse ci siamo”

Lei: osserva il prof intimorita e fa segno che non lancerà la pallina di carta, timorosa della reazione del prof.

E qui interviene l’intermediario: si gira sulla sedia in direzione della Dama e a braccia aperte attende il lancio. Lei esita. L’intermediario si sporge per avvicinarsi e ridurre la lunghezza del lancio.

Lei si soprge

Lui pensa di nuovo “ok, ci siamo”

Lei appoggia la pallina sul bordo del suo banco e si ritrae velocemente.

L’intermediario Io e il ripetitore insistono a gesti e invettive più o meno interiori a rassicurarla della non pericolosità del lancio di quella piccola e insignificante pallina di carta.

Lei finalmente lancia con gesto atletico come solo una Belle Dame sa fare, e la pallina colpisce il bordo del banco dell’intermediario rimbalzando via

Io e il ripetitore scoppiano a ridere trattenendo a stento il rumore. L’intermediario in qualche modo recupera la pallina e la porge a Io.

La apre, avvicina il viso al foglio, scuote la testa. Il ripetitore tenta di leggere e allibito passa il foglietto al banco dietro per una perizia calligrafica. Il verdetto è: illeggibile. La risposta della Dama consiste in tre parole in matita di cui una cancellata…….”che ci (oppure li) parola cancellata” (non si capisce come una L possa diventare simile ad una C ma evidentemente la Dama si.)”

Lui rivolto alla Dama: “che cosa hai scritto? Non si capisce!”

Lei: lo so! L’ho fatto apposta!

Lui si getta nello sconforto

Lei ride.

Ripetitore: “che mongola!”

Lui, racimolando l’ultimo briciolo di determinazione e pazienza che gli rimane, prende il foglietto e  scrive “Non ho capito cosa hai scritto”, e prega che qualche dio doni alla Dama un briciolo di lucidità per portare a termine l’arduo compito.

Il prof alza lo sguardo ripetutamente

Lui passa il foglietto al Ripetitore: “Passalo”

Il Ripetitore lo passa all’intermediario: “passaloaquellacerebrolesaladietro” (labbiale, sottovoce, a velocità doppia)

Intermediario: Eh?? (strabuzzando gli occhi)

Ripetitore: passaloaquellacerebrolesaladietro!! (tono come prima ma enfatico)

L’intermediario mantiene l’espressione di chi non sa che pesci pigliare e intanto tiene il foglietto in mano.

Lui spazientito: “oh devi passarlo! Cosa ne vuoi fare di sto foglietto!!??”

L’intermediario: “eh, se lui (rivolto al ripetitore) mi dice “sbsbsbsssbsbsbs” …” (simula un biascichio da dentiera staccata con tanto di estromissione di lingua tipo tapiro)

Ripetitore ripete la frase a voce più alta e con ritmo rellentato lamentandosi della scarsa capacità cognitiva dell’intermediario.

L’intermediario si lamenta dell’uso di parole come “cerebrolesa” in comunicazioni sibilate, e poi passa il foglietto ad Alicio dicendo chiaramente “PASSALO!”

Alicio annuendo con il capo APRE IL FOGLIETTO e legge il contenuto. Alza lo sguardo mostrando di non capire il contenuto…

La campana pone fine a questo patetico siparietto di “teatro dell’assurdo” anzi di “vita reale dell’assurdo” e salva Alicio dal linciaggio :-P

 

Postato da: nik24nik a 17:21 | link | commenti (8)