Una lente d'ingrandimento, un po' introspettiva, mai banale e piena di metafore creative su...beh su tutto in effetti.
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Nome: Nik Lettieri
Un ragazzo a cui piace scrivere, ma ancora di più parlare quindi ben vengano i contatti di msn! ;)
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utente anonimo in Vivi come se dovessi...
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Il titolo giusto per una dissertazione sugli arbitri dal cartellino facile di questo mondiale eh?
Magari anche per parlare di questo fantomatico ordine del presidente della fifa “tolleranza zero” che ognuno applica come vuole….
E invece no
Una volta tanto, e per la prima volta, si parla di politica..
Non volevo inserire la politica in questo blog perché trovo che ne siamo già fin troppo sommersi dai media e infatti non inserirò alcun giudizio personale. Mi limiterò ad esprimere qualche concetto generale e fare qualche esempio.
E allora cosa c’entrano i cartellini direte voi…
C’entrano c’entrano…fanno parte di una proposta, un idea che renderebbe il mondo migliore a parer mio.
Vado ad esplicare.
Mi trovavo placidamente sprofondato nella mia comoda sedia e mangiavo con calma e rilassatezza, quando ad un certo punto la tv si autosintonizza su un canale di dibattito politico.
Il tema del giorno è ovviamente il risultato del referendum costituzionale.
A parte il fatto che già di per sé mi sembra una contraddizione rimettere alla gente un giudizio cosi importante. Dio (Morgan Freeman in Una settimana da dio) quando Jim carrey, fatto dio per una settimana, non capisce come le cose possano essere andate cosi male visto che aveva solo assecondato la volontà della gente favorendo tutti i desideri gli risponde dicendo: “e da quando la gente sa cosa vuole?”
Frase sacrosanta secondo me, soprattutto xkè va applicata a quella massa informe di persone che stanno a cavalcioni su quella linea immaginaria che è la normalità, l’atipicità, la pecoraggine, insomma l’omologazione più totale, supportata da una vasta ignoranza.
E se non sa cosa vuole figuriamoci se sa cosa è più giusto o cosa è più conveniente e positivo per il paese.
Ma ad ogni modo torniamo al nostro dibattito televisivo…
C’era un esponente della lega che diceva che il risultato del voto evidenziava una enorme disparità tra la zona a nord del Po’ che almeno per il discorso PIL è quella trainante dell’italia intera e la zona invece depressa del mezzogiorno.
Al che un altro “politico” (tra virgolette perché di fatto secondo me è solo una faccia di merda) se ne esce con questa perla di saggezza:
“Ma depresso sarai tu, non il mezzogiorno”
Ora…secondo me questo è rosso diretto! Sacrosanto! Espulso dai dibattiti tv per almeno 10 giornate (se ne hanno date 4 a De Rossi per una gomitata…)
Cioè ma siamo a questo livello? Siamo al livello che uno che dovrebbe rappresentare mezza italia non riesce a distinguere il contesto di una parola e non riesce a valutarne il valore? Vogliamo dire che davvero mezza italia è in queste condizioni?
A parte che solo per il fatto di aver considerato l’aggettivo “depressa” un insulto già gli valeva un giallo sicuro e una revoca del passaporto (perché uno cosi se va all’estero ci fa fare delle figure di merda allucinanti).
Ma il fatto di voler negare il problema, e cioè che il mezzogiorno è realmente depresso (economicamente parlando caro Politico Pirla) e che c’è una disparità enorme economica e quindi culturale tra quest’area e il lombardoveneto, non risolve il problema.
In ogni buon programma di riabilitazione per tossicodipendenti piuttosto che alcoolisti la prima cosa che dicono è che il primo passo per risolvere il problema è accettarlo, ammetterlo.
Ma poi fossi stato io al posto dell’interlocutore della lega gli avrei immediatamente tirato una scarpa in fronte visto che al contrario dell’uso che era stato fatto in origine del termine, Il politico Pirla l’ha usato come insulto. E questo è il secondo cartellino giallo che gli da diritto comunque al rosso e alle 10 giornate.
Non siete d’accordo?
E quindi ecco che prende forma la mia proposta: Dotare i conduttori di taccuino e cartellini per punire i trasgressori secondo rigide norme:
MINKIATA SEMPLICE: CARTELLINO GIALLO
MINKIATA GALATTICA: CARTELLINO ROSSO
E se poi qualche conduttore viene cacciato per cattiva conduzione della gara, pardon del dibattito non si lamenti nessuno visto che anche la FIFA sta mandando via gli arbitri incapaci dai mondiali (siamo già a quota due).
P.s.: per i curiosi: il Politico Pirla è tanto ignorante quanto romano, e tanto vile quanto comunista. E la sua ignoranza è pari solo alla sua tracotanza. (Si lo so che assomiglia come formulazione alla descrizione del “Generatore del continuum” di “Fatti, Strafatti e Strafighe”(film cult, chi non l’ha visto provveda) ma la serietà delle cose che dice il Politico Pirla è pari alla serietà del film….e ho detto tutto.
Eravamo rimasti a quando con fare da agente segreto in missione, di quello che insomma sa che non c’è un minuto da perdere se si vuole portare a casa la pelle, pardon la patente, il più bonario dei nani carica sul suo veicolo gli aspiranti patentati rimasti sul marciapiede.
Probabilmente temeva che lasciando li sul bordo del marciapiede la donna cannone, qualche incauto automobilista di passaggio potesse fare qualche offerta diciamo sconveniente….
…O forse no.
Cmq a questo punto troviamo la donna barbuta, deputata ad essere la prima a sostenere l’esame nella macchina davanti (senza scritte “scuola guida” tra l’altro) e il nano bonario, il trapezista, la donna cannone e il”normale” nella macchina dietro, in una sorta di corteo funebre vista l’andatura che quasi mai toccava i 30 orari.
Dopo una breve e fulminea sosta dovuta al fatto che l’esaminatore capo, accortosi che mancavano le scritte scuola guida sulla vettura su cui si sarebbe dovuto tenere l’esame, spedisce il nano furbo e tracotante a rimetterle alla svelta, sembra anche con parole brusche.
Dico sembra perché non essendo su quel veicolo, l’accaduto mi è stato raccontato dalla donna barbuta tra un do di petto e un salto mortale con avvitamento tra un avverbio e un particella enclitica (non chiedetemi cosa sia ma evitate di ordinarla al ristorante come dessert).
Rimesse le insegne comincia l’esame della donna barbuta. Si dimostra subito un po’ incerta non superando mai i 30 orari come dicevamo prima, e alla prima inversione a Ü (Ü di Üsei non una U normale) immancabilmente spegne la macchina. Grazioso parcheggio penso io…
Il rumore del motorino di avviamento mi riporta alla realtà. La donna barbuta riparte, questa volta, probabilmente su suggerimento del Re dei Nani, a velocità un po’ più sostenuta, onde evitare ulteriori svenimenti improvvisi dei pistoni.
Qualche curva, uno stop e arriva per lei il momento della verità: il parcheggio.
Premettendo che conosco gente che possiede già la patente che per parcheggiare una
Beh premettendo questo lascio a voi ogni giudizio sull’operato della donna barbuta, e (soprattutto) degli altri pretendenti parcheggiatori.
La donna barbuta ad ogni modo non se la cava male, imbroccando il secondo parcheggio, dopo aver eseguito il primo più vicino al centro della carreggiata che al marciapiede…
Cmq sia esce dalla macchina tutta contenta con la sua patente in mano e da il cambio alla donna cannone. La poverina, già visibilmente agitata sale nell’auto del Re dei nani e inizia il suo esame.
Non un brutto esame in realtà se tralasciamo il parcheggio…
Al primo tentativo la poveretta lo esegue a velocità alquanto sostenuta per un parcheggio e immancabilmente tocca, o meglio dire impatta fragorosamente contro il marciapiede…
Mi domando se il malumore del re dei nani successivamente non fosse dovuto al colpo di frusta di questo durissimo impatto..
Ad ogni modo le viene concesso un secondo tentativo. E qui secondo me si vede come la mente umana sappia fare tesoro dei proprio errori…talvolta troppo tesoro…
Reduce da una marciapiedata la donna cannone probabilmente pensava più a non ripetere l’errore che a eseguire il parcheggio perché inizia andando indietro dritta, per un bel po’, poi piano piano butta dentro il sedere (dell’auto, il suo non ci sarebbe mai stato in quello spazio) di circa…..10 centimetri…
Immediatamente raddrizza, anzi controsterza direttamente e praticamente stava per compiere un bel giro giro tondo a marcia indietro in mezzo alla carreggiata. La macchina si ferma, e da dietro la si vede in questa curiosa posizione con il muso appena dentro al parcheggio, e il culo nella carreggiata opposta, come i tir quando si traversano in autostrada praticamente… solo che era una Stilo.
La poveretta scende dall’auto giù con i lucciconi, con in mano un bel niente e la magliettina che ormai ha ceduto e lascia che i rotoli godano pienamente della luce del sole.
(per Bill (Gates ndr): se il tuo biiiip di word mi corregge ancora magliettina in mogliettina giuro che vengo li e ti infilo tua moglie come fosse una maglia, cosi ti rendi conto che le due cose sono un po’ diverse, anche se in effetti tutte e due andrebbero infilate…(vabbeh squallida questa…:D)(stiamo degenerando, non va bene))
Ed è qui che il “normale” entra in gioco…come si dice quando il gioco si fa duro…di solito l’arbitro fischia ed espelle De Rossi…
Ad ogni modo entro in auto, mi siedo, chiudo la portiera ricordandomi che non sono più sul camion-peugeot di mio papa e che quindi serve delicatezza, soprattutto visto che è una fiat...
Saluto il Re dei nani, che per me fino a quel momento era solo una persona come tante.
Mi era venuto un presentimento in realtà, sentendo che aveva l’appellativo di ingegnere…ma non avevo fatto più di tanto caso.
Invece salutandolo, incrociando quello sguardo, mi sono chiesto se non racchiudesse più intelligenza lo sguardo della mucca del fruttolo, o del pinguino del Kinder Pinguì…
Devo dire che li qualche dubbio cominciava a venirmi…cmq mi giro, mi metto la cintura, sistemo gli specchietti, due volte perché il Re dei Pirla non mi guardava perché stava compilando le sue scartoffie e finalmente ho il via libera. Mi accorgo quasi subito del freno a mano tirato, lo mollo e ho un attimo di incertezza mentale vista la posizione assurda in cui la donna cannone ha lasciato la macchina. Infatti essendo essa obliqua, non ero sicuro di quale freccia dovessi mettere, alla fine decido di fare una manovra evasiva degna di un topgun (che non è un topo pistola o una pistola per topi come alcuni potrebbero pensare), mi parallelizzo al marciapiede, metto la freccia sinistra e vado.
La cosa strana è che avevo la ente sicura di se, quasi tracotante, e il polpaccio sinistro invece tremava come una foglia, come se tutta la tensione si fosse concentrata li. Capite che essendo il piede deputato all’uso della frizione non era particolarmente piacevole, cmq di sobbalzi non ce ne sono stati…dunque tutto bene
Dopo qualche curva, qualche incrocio arriviamo in rotonda. Mi dice fai il senso rotatorio, io metto la mia bella freccia a sinistra e mi immetto. Mi fermo quindi per dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra….a TUTTI i veicoli provenienti da destra.
Probabilmente a TROPPI veicoli provenienti da destra, ma stavo enfatizzando le precedenze per far capire al re dei pirla che le stavo dando…Cmq il pirla con una educazione degna di un re appunto, se ne esce con “eddai, andiamo! Che aspetti?”
Io ce lo vedo il Re dei pirla in macchina che con tutto il tronco si sporge fuori dal finestrino ruggendo improperi seguiti dall’immancabile “Che t’a sei comprata a strada?”..
Cmq a quel punto vado, guardo rivado, riguardo rivado (eh le rotonde son cosi, centomila imbocchi…)
Finalmente al suo “esci appena possibile”, stando attento a non prendere un contromano anche se la tentazione di sacrificarmi per alleggerire il mondo del peso di quei due pirla era tanta…
E a questo punto scatta il momento Parcheggio:
Con una maestria degna di un parcheggiatore dell’Hilton mi accosto cosi bene al marciapiede che le ruote lateralmente quasi strisciano contro di esso.
Quindi esco, rettilineo, prima, seconda, terza, ….
“Guarda che non hai il cambio automatico” dice lui
“si, lo vedo anch’io, e allora?” penso io, ma poi dico solo si perché purtroppo ho ancora bisogno della sua benevolenza, senza peraltro aver capito cosa intedesse.
Mi verrà spiegato solo in seguito dal nano tracotante, che intendeva dire che dovevo mettere anche la quarta anche se ero abbondantemente sotto i 50 all’ora…
Ora mi dovete spiegare a cosa serve mettere la quarta (si parla di marcie non di reggiseno intendiamoci) quando a 50 all’ora già i giri sono bassi per tenere una terza…
Fanno mettere la quarta, poi vanno dal meccanico, spendono un milione e mezzo per rimettere a posto tutto e poi alzano i prezzi della scuola guida a noi…
Ad ogni modo sono chiamato a dare ulteriore prova della mia confidenza con il servosterzo eseguendo un altro parcheggio da manuale, parallelo come mai un auto e un marciapiede si sono visti, cosi vicino al marciapiede da poterne sentire il calore emanato…
Vedevo la pelle d’oca sugli avambracci dei due nani, e lo stupore misto meraviglia nei loro occhi…
Mi viene intimato di uscire dal parcheggio. Metto la mia bella freccina e mi avvio, sempre con il polpaccio che trema. Pensavo di non essermela cavata male, sapevo che sarebbe finito di li a poco l’esame, ma mai avrei immaginato che il mio destino era quanto mai ancora incerto per via di una signora e del suo telefonino, anzi di un telefonino e la sua signora.
Rivedo ora quegli attimi a rallentatore, in bullet time (quello di matrix quando schiva i proiettili, per i profani che non sono avvezzi ai videogame)
Io che arrivo in vista delle striscie, il mio occhio vigile e allenato a scorgere i pedoni che con il passo del coguaro si acquattano sulle striscie pronti a saltare fuori all’improvviso avvista la signora…
È sulle striscie, è di colore e sta telefonando. Ma non deve attraversare, il suo occhio infatti non incontra il mio implorando di fermarmi e lasciarla passare come farebbe un pedone qualunque, anzi è rivolto al cielo…e intanto chiacchera amabilmente al cellulare…appena giù dal marciapiede sulle striscie pedonali…
Ora pur essendo un convinto sostenitore del libero arbitrio…MA PROPRIO LI TI DEVI METTERE A TELEFONARE??
Ad ogni modo ulteriormente convinto della sua non volontà di attraversare la strada dall’inclinazione del suo bacino a 90 gradi con la direzione di attraversamento, e sicuro che nessun altra interpretazione sia possibile scateno tutti i cavalli della mia fiat stilo e passo…
“NO” dice lui
“no cosa, brutto pirla?” penso io
“perché non ti sei fermato sulle striscie? C’era una signora” dice lui
“ perché non stava attraversando, stava solo telefonando” dico io
“non importa” dice lui “era sulle striscie, dovevi fermarti”
“Ma ci sei o ci fai? Se non era neanche girata dalla parte giusta per attraversare?” penso io
E intanto lo vedo che inesorabile fa scorrere la sua mano da pirla che stringe una biro da pirla tracciando una croce da pirla su una grossa casella con scritto B….
Bocciato…
In tutta franchezza non si può dire che io non abbia commesso errori…l’errore è stato sopravvalutare la mente e il buon senso del Re dei Pirla, che è riuscito a trovare una interpretazione della situazione diversa dalla mia, diversa dalla logica e evidente realtà dei fatti.
Ad ogni modo slaccio la cintura furioso, esco e sbatto la portiera giusto in tempo per sentire il nano tracotante sibilare un “piano!”
Risalgo sull’auto del nano gentile e noto lo sbigottimento aperto di quest’ultimo quando apprende che non mi ha dato la patente…
Mi consolo…(non poi tanto) vedendo che perfino un pirla si è accorto di avere di fronte l’esaminatore noto come il RE dei Pirla…
Qui si conclude la mia amara storia. Dopo di me il trapezista, Lothar e le due squinzie sosterranno l’esame ma solo Lothar verrà ammesso, si dice per via di velate minacce che rivolgeva al nano esaminatore…
Spero che tutti voi possiate trarre giovamento da questa storia che purtroppo è realmente accaduta e ricordate che l’unico Pirla buono, è un Pirla morto. (Will ma dov’eri quando mi servivi per eliminare quella piattola umana??)
p.s.: spero sia un "peccato è già finito"
Si lo so, una volta era un mondo di ladri e li almeno bastava farci un po’ di attenzione e bene o male te le cavavi…
Oggi che il mondo è di pirla le cose si fanno un po’ più complicate, e le situazioni diventano critiche
Perché sempre più spesso ci troviamo a dover essere giudicati da Pirla, ovvero esseri inferiori che inspiegabilmente occupano posizioni lavorative che influiscono sul futuro di persone intellettivamente superiori.
Anzi in realtà alla fine di questa bella frase, espressa con valore causale delle affermazioni precedenti, ci starebbe bene anche un bel punto interrogativo.
Perché sempre più spesso ci troviamo a dover essere giudicati da Pirla, ovvero esseri inferiori che inspiegabilmente occupano posizioni lavorative che influiscono sul futuro di persone intellettivamente superiori?
Situazione: esame pratico di guida
Personaggi: una serie di ragazzi in attesa di sostenere l’esame e una manica di Pirla, meglio conosciuti come gli istruttori di guida delle varie autoscuole della zona e il Re dei Pirla, ovvero l’esaminatore mandato dalla motorizzazione.
A prima vista potrebbe sembrare che sia arrivato il circo in città. Troviamo su un marciapiede di una strada di Milano semisconosciuta, il più eterogeneo branco di individui possibile. Abbiamo la donna cannone, una graziosa ragazzina, da poco maggiorenne, le cui forme si avvicinano più a una zucca o a un tubero che ad una donna. La poverina è più larga che alta, il che di per sé non è necessariamente una nota di demerito, ma la cosa grave è che si ostina a tentare disperatamente di seguire, o meglio di Inseguire la moda indossando mogliettine aderenti e molto corte, che lasciano scoperto l’ombelico, alla mercè degli osservatori.
Risultato: due bei rotoloni di lardo traboccanti che lottano strenuamente contro il leggero e vano tentativo di contenimento della mogliettina, e un ombelico che più che vedersi si immagina disperso nei meandri di quei rotoli di adipe.
Come ogni buon circo che si rispetti c’è il trapezista. Il nostro è un ometto proveniente da qualche paese africano che tenta di spiccicar qualche parola in italiano compiendo salti mortali e avvitamenti tra una parola e l’altra alla ricerca del connettivo logico perduto…
E che dire della donna baffuta…Anch’essa proveniendo a grandi linee dalla stessa zona geografica del trapezista si districa a fatica con la lingua, con l’aggravante di una voce decisamente cavernosa, che accoppiata ad un corpo invece decisamente femminile, la rende degna compagna del compagno Vladimir (Luxuria ndr)(perdonate la ripetizione ma a scanso di equivoci mi sono preso questa licenza poetica)
Tra gli altri meritano qualche parola anche le due fanciulle che poco più in la praticano allegramente il “fuma fuma” in compagnia di Lothar (avete presente il fido servitore di Mandrake,un metro e 90 di muscoli bruniti? Lui.)
E in mezzo a questa masnada di personaggi ridicoli un ‘occhio attento può notare un piccolo branco di ometti che si aggirano ansiosi osservando ora questo marciapiede, ora quest’altro come in attesa di qualcosa. Essi sono i nani da circo…
Vi siete mai chiesti perché gli istruttori di guida non superano mai il metro e 60?? Dico ce n’erano tre, non uno, e sembravano prodotti in serie. Credo che tra i requisiti per questo mestiere sia richiesta quella particolare prestanza fisica da automobilista (pancetta, capelli brizzolati e stempiati (quando non sono solo un vago ricordo, e altezza da tappo di campari (vi ricordate la pubblicità? ”bastano 8 tappi (di campari) e vinci subito……”con la stangona e gli 8 ometti…)
E poi ci sono io, l’osservatore, il narratore non onnisciente, poiché di fatto ancora non prevedo il futuro, che fra tutti, a rischio di peccare di presunzione, rischia di sembrare il più normale.
Premettendo che non mi è mai piaciuto essere considerato “normale”, uno dei tanti, capirete quanto mi sia costato affibbiarmi questa definizione ora nel tentativo di distaccarmi dal suddetto circo.
I nostri eroi bivaccano davanti ad un passo carraio, sul quale i tre istruttori di guida (notare la qualifica) hanno parcheggiato le tre auto, riuscendo ad ostruirlo completamente sia in entrata che in uscita. Credo che abbiano imparato osservando i posti di blocco della polizia nei film americani…
Per altro non si sono limitati a parcheggiarvi davanti, ma si sono sistemati proprio dentro al passo carraio, fin davanti al cancello (che peraltro dista una decina di metri dalla strada).
Avviene quindi che Onesto Cittadino, che passa di li cercando la propria auto, si interroghi ad alta voce sui repentini quanto inspiegabili cambiamenti apportati al codice stradale che si deve essere perso, se può trovare non una, ma ben tre auto “SCUOLA GUIDA” parcheggiate in un passo carraio o carrabile che dir si voglia.
Non stiamo neanche a dire che i tre nani al sentir quelle favelle lamentose di certo non si scompongono, anzi biasimano e allontanano in malo modo il malcapitato Onesto Cittadino.
Ma l’accaduto deve aver scatenato qualcosa nelle lambiccose menti dei tre nani, tant’è che uno di essi, preso dal rimorso di coscienza per aver dato un cosi brutto esempio ai suoi studenti e ai passanti si decide a rimuovere non i veicoli dal luogo inopportuno, ma le scritte magnetiche “scuola guida” dal suo veicolo.
Finalmente dopo alcune decine di minuti di attesa ecco arrivare il domatore, il capo tendone,
Non contenti di essere già una mezz’ora buona in ritardo sull’orario stabilito, i nani hanno la brillante idea di invitare l’esaminatore a prendere un caffè nel bar poco distante.
Solo uno di essi resta a vigilare sulle auto “scuola guida”, compresa quella alla quale le suddette scritte sono state rimosse.
Pochi secondi e avviene l’imponderabile (o forse solo ciò che era prevedibile per una mente normale, o meglio di un non-pirla qualunque).
Dal passo carraio esce un ometto con un cellulare all’orecchio..
Si scoprirà poi essere il custode, intento a chiamare i vigili.
Fortuna vuole che si trovi contro uno solo dei tre nani, che cmq ci si aspetta da un momento all’altro vederlo estrarre dal marsupio un ascia da guerra alla Gimly e crepare di mazzate il malcapitato custode.
Il custode mette a compimento la minaccia della chiamata ai vigili sotto gli occhi sbigottiti e sorpresi da tanta incoscienza del nano rimasto di guardia alle auto.
Nel frattempo tornano gli altri nani e l’esaminatore, visibilmente innervositi dal caffè e dalla situazione.
Inizia un parapiglia verbale al termine del quale il più furbo dei tre nani (lo stesso che aveva rimosso le scritte magnetiche) se ne esce con un insulto carpiato con doppio avvitamento in barese stretto, che subito il trapezista si annota su un taccuino, ripromettendosi di impararlo.
Ecco quindi il più bonario dei tre nani che prende il suo veicolo e inizia a girare in tondo nei dintorni non trovando altro parcheggio, in attesa che l’esaminatore si degni di salire in macchina e cominciare cosi l’esame…
Capita cosi che l’esaminatore e il nano tracotante (sempre lui, il più furbo) prendano un auto e se ne vadano e il nano bonario costretto a finire l’ennesimo volteggio degno di un condor e caricare in macchina alla svelta i rimanenti studenti, lasciati sul marciapiede con noncuranza dal nano tracotante, accompagnato da un concitato “salite salite, svelti” degno di un film di James Bond.
Io per un attimo mi sono visto il trapezista saltare dentro dal finestrino…
Ma potrei sbagliarmi…
E qui inizia la parte più significativa della nostra storia, quella nella quale cioè (ommioddio…esci da questo corpo, Luca Giurato!) si rende evidente che l’aggettivo Pirla calza a pennello all’esaminatore ancora più che ai suoi fidi nani da compagnia.
Ma questa è un'altra storia …(e dovrete quindi aspettare un'altra sera per sentirla…)
P.s.: gli eventi narrati sono (purtroppo) realmente accaduti, a me per giunta oggi pomeriggio!
Eccoci alla vigilia della messa on line di un nuovo post, naturalmente di mio pugno.
Questa volta vorrei tentare un esperimento.
Ovvero mentre fin’ora ero sempre teso a esprimere una mia opinione ragionata e supportata da ragionamenti logici ed esperienze vissute, questa volta è una domanda che vi pongo.
E ve la pongo perché non essendo Dio (non ancora almeno :P) non ho tutte le risposte…
La cosa brutta (e anche un po’ intrigante) è che credo che nemmeno voi abbiate una risposta semplice, chiara e definitiva alla domanda che mi attanaglia.
Credo però che mettendo insieme i piccoli pezzettini del puzzle che ognuno di noi ha raccolto durante la sua vita, breve o lunga che sia, riusciremo ad arrivare a una soluzione, almeno parziale…
Quindi quello che vi chiedo è di rispondere alla domanda, in modo semplice, articolato, facendo esempi o in qualsiasi modo riteniate opportuno.
La domanda è: Come si fa a capire che c’è una discrepanza tra il modo in cui noi ci vediamo e il modo in cui ci vedono gli altri? E di conseguenza : come si fa a capire cosa gli altri pensano di noi?
Capirete bene che una delle più immediate applicazioni della risposta a queste domande, se mai ne avremo una, l’abbiamo quando cerchiamo di capire se piacciamo ad una persona o , ancora meglio, se questa persona è interessata a noi…
(Che è poi il motivo per cui mi è venuta in mente questa domanda, eheheh)
Insomma non vi è mai capitato di credere fortemente di possedere una qualità o comunque una caratteristica cosi spiccata che non sarebbe mai potuta essere messa in discussione….e poi di colpo sentire una persona, magari che conoscete da tempo, affermare la totale assenza in voi di quella caratteristica di cui eravate cosi sicuri?
A me per fortuna ancora no, almeno non cosi palesemente…ma spesso capita che alcuni atteggiamenti che noi riteniamo indice di determinati stati d’animo vengano completamente fraintesi.
Allora dov’è il confine tra l’incomprensione che spontaneamente esiste tra due individui eterogenei, e dove invece comincia l’errata percezione di se??
Forse non tutti sanno che alla nascita, fin da quando siamo nel ventre materno, il nostro corpo ad un certo punto comincia a distruggere un enorme quantità di anticorpi che aveva precedentemente creato. In questa fase sta riconoscendo il SELF, dal NOT SELF. Ovvero ciò di cui siamo composti e da cui di conseguenza non deve difendersi.
Se in questa operazione avvengono dei malfunzionamenti sopraggiungono come immaginerete patologie molto gravi, che a volte mettono in pericolo l’esistenza stessa dell’individuo
Allo stesso modo credo che l’errata percezione di se in senso psicologico e sociale possa avere conseguenze altrettanto deleterie. Cosa sarebbe infatti un uomo (definito zoon politicon, non dimentichiamolo) senza la società? O cmq un individuo che non vi si trova bene , che non vi si inserisce e che non vi trova il giusto posto.
Credo in effetti che un uomo non inserito nella società, o almeno in una ristretta comunità (di amici ad esempio) non si possa pienamente definire “uomo”, se è vero che la quasi totalità delle nostre facoltà intellettive le sviluppiamo grazie alle interazioni che abbiamo con l’ambiente, e quindi con gli altri individui, soprattutto da piccoli ma anche da grandi.
Capite dunque che il problema del “m’ama, non m’ama” è solo una delle infinite problematiche legate all’assenza di risposta alla domanda: Come si fa a capire che c’è una discrepanza tra il modo in cui noi ci vediamo e il modo in cui ci vedono gli altri, e come si fa a capire cosa gli altri pensano di noi.
Attendo numerose risposte….e sono sicuro che non mancheranno.
Nik
p.s.: per chi mi conosce al di fuori di matrix, ehm scusate, intendevo nella vita vera, possiamo anche organizzare un bel giro di scommesse su chi sia questa persona sulla quale mi sto chiedendo cosa pensi di me…:D
Over o Before
Sopra o prima?
Ovvero qual è il vero obiettivo da perseguire nella vita?
Probabilmente è un po’ pretenzioso parlare in generale, teorizzando sulla vita in senso ampio, quindi per non incorrere in sanzioni divine mi limiterò a parlare per me…
So, in MY opinion:
La maggior parte della gente passa la sua esistenza ponendosi come obiettivo il raggiungimento di una posizione privilegiata rispetto agli individui che lo circondano, e con cui in qualche modo entra in competizione.
E fin qui tutto bene, insomma, come biasimarli??
Il problema è che per questa stessa maggioranza di individui l’ideale di posizione privilegiata coincide con quello di altitudine. Ovvero cercano di stare sopra agli altri individui, sopra nella scala gerarchica, sopra come potere (tant’è che spesso il numero di piani di ascensore che si devono percorrere per arrivare al proprio ufficio è direttamente proporzionale all’importanza della posizione ricoperta, e lo vediamo bene nei film), e sopra come concezione propria dell’individuo. Chi ha più potere insomma, crede di stare sopra agli altri: idea non solo malsana e sintomo di tracotanza e snobbismo, ma contraria a quell’ideale illuminista dell’uguaglianza tra gli uomini e, non ultimo, poco efficace e quantomai errata.
La verità è che per quanto uno possa essere potente e sentirsi superiore agli altri non avrà mai la possibilità di riscuoterne i benefici, o per lo meno non se trovate chi lo precede…
Chi sta prima insomma…
Chi arriva prima in coda alla posta, chi arriva prima di voi al botteghino del cinema e prende gli ultimi posti, chi ordina per primo al ristorante costringendovi a ingozzarvi di grissini aspettando che torni il cameriere per non morire di fame….
Chi conosce la ragazza dei vostri sogni prima di voi, facendo si che quando arriverà il vostro momento di incontrarla, ella non vi noterà neanche, impegnata com’è a stare con chi vi ha preceduto.
E allora provate a protestare dicendo che voi siete più belli, più simpatici, più intelligenti, più giusti per lei o semplicemente più importanti in qualcuna delle infinite categorie di pregi che potete trovare.
Potete essere l’azienda più grande del mondo, ma se il nome di un vostro minuscolo concorrente arriverà per primo nella mente del compratore non sarà il vostro il prodotto venduto.
Potete essere il migliore amico dell’autista della serata, ma se quando telefonate per chiedere un passaggio non ci sono più posti perché esseri anche insignificanti vi hanno preceduto, resterete a piedi.
In generale vengono premiati i primi, che non necessariamente sono i migliori.
Le prime 10 telefonate…
Il più veloce a dare la risposta esatta..(chi vuol essere milionario? (Il più veloce direi..))
Si ricorda il primo uomo sulla luna, non il più importante che ci ha messo piede…
Si ricorda il primo bacio e il primo amore, molto più degli altri..
Questo per dire che potete essere delle persone come tante, con lo stesso potere di un due di picche a briscola ma se avrete il tempismo e la freddezza di cogliere l’attimo e arrivare un secondo prima di qualcun altro, allora e solo allora godrete i benefici della vostra posizione…
Poiché sarà una posizione che nessuno potrà togliervi, una posizione che resterà scritta nella storia..
Sarete per sempre colui che arrivò per primo a……
Nessuno potrai mai togliervi quel primato, ne eguagliarlo. Potranno escogitarne mille altri, da raggiungere in mille modi diversi, ma non potranno mai toccare il vostro.
Il dirigente di una grossa azienda può essere licenziato, il presidente di uno stato può essere sfiduciato ed è cmq una carica limitata nel tempo, l’uomo più ricco del mondo può essere superato o derubato, ma il primo uomo che ad aver attraversato l’oceano a nuoto lo sarà per sempre.
Quindi quando cercate di capire a che punto siete nella vita, non chiedetevi quanto importanti siete, ma di quante persone venite prima…
Se nella mente dei vostri amici siete i primi a balenare quando c’è da uscire allora siete arrivati…
E se sarete i primi ad esprimere un idea che cambierà il mondo, allora il vostro nome non si perderà nel tempo come lacrime nella pioggia (libera cit. da Blade Runner) ma resterà scolpito nel tempo, e da li niente e nessuno potrà mai cancellarlo e soprattutto cancellarVI.
La notte porta coniglio…
No, non è un errore di stampa. (eheh…prevedo i vostri pensieri)
È proprio coniglio…in particolare un coniglio bianco…lo si potrebbe chiamare il bianconiglio…magari proprio quello che guida Alice lungo sentieri pericolosi e mondi fantastici…
Un coniglio di cui Alice è stata solo una delle tante vittime…poiché ognuno di noi, o cmq la maggioranza, lo è stato almeno una volta, ma più probabilmente ben più d’una…
Perché sono sicuro che vi è capitata una di quelle notti, o magari sere… magari addirittura vespri e tardi pomeriggi se il coniglio quel giorno era in anticipo al posto che in ritardo (colpa del suo orologio bislacco)…
Insomma dicevo quelle sere in cui chiacchierando con una persona…in particolare una che v’interessa sotto un determinato punto di vista che tutti sappiamo quale senza nominarlo nemmeno…(e vabbeh nominiamolo, perché sia un blog a prova di idiota: l’amore)
E dicevo siete li con quella persona e ad un tratto il discorso prende una piega strana, una piega tortuosa…una di quelle pieghe che per quanto cercherete di ricrearla artificialmente non ci riuscirete mai…
Perché quelle pieghe sono quelle che fanno andare sui discorsi compromettenti, su strade scivolose come le parole che vengono usate. E a volte capita di cogliere avvisaglie di tempesta da sfumature del linguaggio, da parole indagatorie usate con noncuranza dall’avversario…
Poiché in effetti è più una battaglia verbale che una chiacchierata…per qualche strano fenomeno ci trasformiamo tutti in 007, con licenza di uccidere e di far esplodere…di gioia.
Attingiamo a piene mani dal potere delle parole.. quelle dette ma ancora di più quelle non dette.
Proprio come magia bianca e nera..il cattivo sembra sempre più potente (quelle non dette) ma alla fine se il buono riesce nell’impresa di liberare e incanalare tutto il suo potere (delle parole dette, e dette in faccia) allora e solo allora sconfiggerà il suo nemico definitivamente.
In queste notti si dicono cose che alla luce del giorno inspiegabilmente non si era trovato (forse perché non c’era niente da trovare in quella luce del giorno) il coraggio o più in generale il modo di dire… e ci si ritrova magari il giorno dopo a convivere con una strana sensazione… un misto di ansietà e di imbarazzo… perché non siamo più inebriati dal potere della notte, quasi non fossimo più nemmeno le stesse persone che hanno detto quelle cose…ma cmq felici di aver avuto quello scambio di pensieri sottoforma di parole, ma anche di enigmi non dimentichiamolo.
Ebbene quelle sere, quei vespri sono una delle poche cose per le quali vale la pena maledire il mondo intero quando ci mordiamo la lingua magari masticando, perché perdere il potere delle parole ci riporta con un gran tonfo nella mediocre dimensione umana e mortale, nella quale non siamo capaci di chiedere un caffè ad una avvenente cameriera senza incespicarci in quelle stesse parole che alla luce del giorno non ci ubbidiscono più…
…o almeno non come nelle notti del coniglio.
Sembra ciò che è o è ciò che sembra?
Eccovi il secondo blog…premetto che il secondo genito di casa Nik non pretende di essere bello (o brutto) come l’altro, che peraltro era frutto di una sincera e genuina ispirazione, anche perché in confronto, questo è decisamente più cercato…forzato…artificioso se vogliamo…
Diciamo che in queste ultime due settimane di spunti ne ho avuti e vagliati tanti…ma nessuno aveva le spalle abbastanza grosse da reggere da solo il peso di un blog.
Ergo, ho preferito evitare di mettere insieme un accozzaglia di spunti a mo di patchwork, e ripiegare su questo tema…
L’eterna lotta tra l’apparenza e l’essenza…rivista in chiave everyday life…
Ebbene signori, siamo nel bel mezzo dell’epoca che alcuni definiscono dell’apparire…
La gran parte di ciò che ci circonda è apparenza, frutto di una macchinosa elaborazione di qualcuno che mira ad influenzare il nostro giudizio e quindi il nostro pensiero.
Esiste ancora qualcosa di genuino? O forse perfino l’apparenza in sé è genuina? Cioè possiamo dire che ciò che appare, di fatto, non sia?
Ad esempio, prendiamo una ragazza (tanto per cambiare) di quelle fighe; trucco ad hoc (latinismo), stile fashion (inglesismo)…una vera femme fatale insomma (francesismo)
(ebbene si, sono poliglotta :-P) Una di quelle donne che se si mettono in tiro fanno veramente girare la testa, ma che una volta smessi i panni del sabato sera tornano ad essere la normale ragazza della porta accanto (ben diversa da quella del film).
Ebbene si può dire che essa sia figa davvero, anche se per apparire tale deve in qualche modo modificare la propria esteriorità (esaltando qui, smorzando la..)?? O allo stesso modo, si può davvero dire con convinzione che non sia figa, anche se bastano pochi grammi di trucco e un bel vestito perché il cigno che è dentro di lei sbocci in tutto il suo splendore?
Questo è il dilemma signori. (ben più complesso a mio avviso del celeberrimo “essere o non essere” e anche meno macabro per via dell’assenza di crani umani)
Analogamente, in tutta sincerità, possiamo affermare che un bravo oratore, usando le parole per rendere una comunicazione piacevole, anche se farcita di abbellimenti superflui, non sia preparato sui contenuti? O che una persona che renda solo i contenuti ,senza alcuna attenzione né capacità per la forma dell’esposizione, può essere dichiarata sapiente?
Insomma a mio parere anche l’apparenza ha una sua essenza…ovvero spesso ciò che sembra è proprio ciò che sembra, nonostante il pessimismo o lo smodato ottimismo umano, spesso, abbiano la capacità di creare con l’immaginazione spiegazioni tanto fantastiche quanto improbabili, di solito in corrispondenza di comportamenti e azioni svolte da persone che non ci lasciano indifferenti, per i motivi più disparati: dall’amore all’amicizia, alla rivalità più accesa.
Capita cosi che situazioni s’incasinino e si chiariscano da sole nell’arco di pochi minuti a causa magari solo di movimenti quasi impercettibili colti magari di sottecchi…
La verità è che non si può mai davvero sapere se dietro ad un gesto o uno sguardo o una parola ci sia dietro qualcosa( tipo kinder cereali )(avete presente no?), fino a che non si fa una verifica sperimentale. Il problema è che spesso questa verifica empirica comporta dei rischi enormi, basati sul “sai quello che lasci ma non sai quello che trovi”, e la maggior parte delle volte questo basta per tenere in stasi ogni cosa, almeno fino alla prossima apparenza, o realtà che dir si voglia.